domenica 19 dicembre 2010

Buried Dogs - D Time

E' uscito il video, finalmente...

Ve lo metto anche qui in modo che possiate gustarvelo a pieno.
Buried Dogs - D Time

martedì 14 dicembre 2010

Couleur Cafè... Que j'aime ta couleur cafè

Oggi è il 14 dicembre 2010. Tra qualche anno forse nessuno ricorderà cosa è successo, quindi questo mio post vuole essere il modo di ricordarlo:
- oggi il quarto governo Berlusconi ha ottenuto per 3 voti la fiducia comprando i voti di alcuni parlamentari;
- oggi Roma è stata messa a ferro e fuoco e come sempre qualcuno si è infiltrato nei manifestanti per scatenare l'inferno, poter manganellare e stimolare reazioni di condanna da parte della "società civile";
- oggi alcuni elettori del PD non hanno perso occasione per tirare comunque in mezzo Nichi Vendola in questo poccio che il parlamento italiano tutto ha fatto. Anche quando Nichi non c'entra un cazzo, qualcuno lo deve tirare in ballo e ovviamente in chiave negativa.

Io stasera esco, fischiettando questa bella canzone d'amore... E v'affanculo a tutto quanto!




J'aime ta couleur café 


Tes cheveux café 
Ta gorge café 
J'aime quand pourmoi tu danses 
Alors j'entends murmurer 
Tous tes bracelets 
Jolis bracelets 
A tes pieds ils se balancent 

Couleur café 
Que j'aime ta couleur café 

C'est quand même fou l'effet 
L'effet que ça fait 
De te voir rouler 
Ainsi des yeux et des hanches 
Si tu fais comme le café 
Rien qu'à m'énerver 
Rien qu'à m'exciter 
Ce soir la nuit sera blanche 

Couleur café 
Que j'aime ta couleur café 

L'amour sans philosopher 
C'est comme le café 
Très vite passé 
Mais que veux-tu que j'y fasse 
On en a marre de café 
Et c'est terminé 
Pour tout oublier 
On attend que ça se tasse 

Couleur café 
Que j'aime ta couleur café



domenica 31 ottobre 2010

Come lasciare la vostra ragazza...

Ci siamo. Avete passato notti insonni a sentirvi piccoli piccoli. Lei vi ci faceva sentire così. Troppo impegnata ad amarsi e disegnarsi come la più bella. Con il costante bisogno di essere adorata da voi, piccola ragazza viziata...

Avete sofferto, vi ha trattato male e quando eravate a sanguinare con la faccia in terra, lei a dominarvi "ma non ne hai avuto abbastanza?"

Rialzatevi, prendete la vostra chitarrina e andate a cantarglielo! Sicuramente lei sarà talmente impegnata ad essere la diva che non le servirà capire l'inglese. Vi riderà in faccia mandandovi via credendo che le abbiate appena cantato una serenata.
Lei si vanterà di questo con le sue amichechelediconosempredisi di come vi ha trattato, sghignazzando come un piccolo topino delle fogne. Perchè voi avete cantato questa canzone...




Queen - Who Needs You
I make it half past six you come at seven
Always trying to keep me, hanging round
You little spoilt thing, girl you kept me waiting
Never contemplating my point of view
This comes as no surprise
I'm a fool for I believed your lies
But now I've seen through your disguise
Who needs, well I don't need,
who needs you?
Oh I believed you
Went on my knees to you
How I trusted you
But you turned me down
But it's dog eat dog in this rat race
And it leaves you bleeding lying flat on
Your face
Reaching out, reaching out for a helping hand
Where is that helping hand?
How I was pushed around
"Don't let it get you down"
You walked all over me
"But don't you ever give in"
Taking one step forward, slipping two steps back
There's an empty feeling that you
can't forget
Reaching out, reaching out for a helping hand
When I met you, you were always charming
Couldn't sleep at night 'till you were mine
You were oh so so sophisticated
Never interested in what I'd say
I had to swallow my pride
So naive you took me for a ride
But now I'm the one to decide
Who needs, well I don't need
Who needs you?


Succederà però che vi vedrà in giro, sorridere e parlare spensierato con gli amici senza che neanche vi accorgiate di lei.
...chi ha bisogno di te...
Magari vi vedrà in compagnia di una vostra amica e sarà nera di rabbia... Come è possibile?
...io non ho bisogno...
Ed allora forse andrà a casa e proverà a fare una ricerca al computer, che fino ad ora pensava servisse solo per vedere i commenti alle sue foto della gente. Scoprirà cosa vuol dire quella canzone che le avete cantato quella sera.

Queen - Chi ha bisogno di te
Arrivo alle sei e mezza, tu arrivi alle sette
sempre per lasciarmi in giro a ciondolare
Tu, piccola ragazza, viziata, mi lasci lì ad aspettare
Non prendi mai in considerazione il mio punto di vista
Questa non è una novità
Sono uno stupido, per aver creduto alle tue bugie
Ma ora ti ho smascherato
Chi ha bisogno? Bene, io non ho bisogno,
Chi ha bisogno di te?
Oh, Credevo in te.
Mi sono buttato in ginocchio di fronte a te
Quanta fiducia ho avuto in te
Ma tu mi hai respinto
Ma tutti mangiano tutti in questa corsa di topi
E si resta a sanguinare distesi
con la faccia in terra
alla ricerca, alla ricerca di una mano amica
Dov'è quella mano amica?
Come sono stato comandato a bacchetta
"Non lasciarti buttare giù"
Mi hai dominato
"Ma non ne hai ancora abbastanza?"
Un passo avanti, per farne due indietro
C'è un senso di vuoto che
non puoi dimenticare
Alla ricerca, alla ricerca di una mano amica
Quando ti ho incontrato, eri sempre così affascinante
Non riuscivo a dormire di notte al pensiero di farti mia
Eri, oh, così... così sofisticata
Non ti importava mai ciò che dicevo
Ho dovuto mortificare il mio orgoglio
Che ingenuo, mi hai ingannato
Ma ora sono io quello che decide
Chi ha bisogno? Bene, io non ho bisogno
Chi ha bisogno di te?

Io non lo so, però a me questa canzone mette un sacco di buonumore...

mercoledì 29 settembre 2010

L'aroma del Caffè

Trovato in giro nella rete...

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.  Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro. 
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.  Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco. Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò alcune carote, in un'altra collocò delle uova e nell'ultima collocò dei grani di caffè. 
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola. 
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre... 
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto.  Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella. Guardando sua figlia le disse: "Cara figlia mia, carote, uova o caffè?" 
La fece avvicinare e le chiese di toccare le carote, ella lo fece e notò che erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.  Dopo le chiese di provare a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma. 
Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?" 
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente. 
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo essere stata nell'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare. 
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito. 
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua. 
"Quale sei tu figlia?" le disse. 
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi? 
Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza? 
Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido? 
Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito? O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore. 
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore. 
Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all'avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda". 
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività il "dolce aroma del caffè".

sabato 25 settembre 2010

Risotto ai funghi porcini

Ingredienti per 3 persone:
- 300 gr di riso
- 200 gr di funghi porcini (freschi o surgelati)
- 1 dado di funghi
- prezzemolo
- formaggio parmigiano grattugiato
- peperoncino (facoltativo)
- olio
- un pezzetto di burro

Preparazione:
Lasciate scongelare i funghi per una ventina di minuti (se congelati) quindi tagliateli a pezzetti. Fate un battuto di prezzemolo e mettelelo a soffriggere delicatamente in padella con un po’ di olio e, se di gradimento, peperoncino. Prima che il battuto soffrigga troppo, aggiungiamo i funghi a pezzetti. Coprite con un coperchio e fateli cuocere per 5-7 minuti.
Nel frattempo mettere in una pentola l’acqua a scaldare e aggiungere il dado di funghi. Aggiungete quindi il riso in padella con i funghi e fatelo tostare per alcuni minuti. Quando il riso inizia ad attaccare, aggiungere un romaiolo di brodo vegetale. Mescolate e fatelo asciugare mantenedo il brodo a bollore.
Continuare la cottura del riso mescolando con il cucchiaio di legno e aggiungendo un romaiolo di brodo via via che il risotto si asciuga. Portare il riso a cottura aggiungendo il brodo via via che si ritira.
A fine cottura far ritirare completamente il brodo e aggiungere un pezzetto di burro per renderlo più cremoso. Fatelo sciogliere quindi impiattate il risotto

Da quando mi ricordo io, il 25 settembre si è sempre mangiato il risotto con i funghi. A pranzo o a cena in base agli impegni famigliari, ma non ne abbiamo saltato mai uno. Mio padre adorava i funghi e in modo particolare il risotto con i funghi. E così anche il 25 settembre 2007, 2008, 2009 e 2010 lo abbiamo fatto.
Oggi, mentre tornavo a casa, sapevo che aprendo la porta d'ingresso avrei sentito il classico odore di funghi invadermi fino al cuore. Mi ha detto mia mamma: "non sapevo se farlo o no, ma poi mi sono detta è il 25 settembre".

E' il nostro modo per ricordare mio padre, tutti i 25 settembre.
Auguri Papà!

venerdì 17 settembre 2010

Vi invito nella mia città




In realtà in questo post c'è poco di mio...

In questi giorni sto ascoltanto molto un gruppo patchanka/ska punk italiano, Veneziano per la precisione. Si chiamano Talco e sono decisamente schierati a sinistra, dove piace a me.
Una delle canzoni che sento di più è La Carovana e parla di questa società degradata, corotta, violenta e capitalista. Il buon talco (non so perchè mi vien da pensarlo come uno solo) ci invita tutti nella sua città
Ci andiamo?
Talco - La Carovana
"Venghino" nella cruda realtà 



Dove un lamento inerme mi ha colpito 


Sveglia marionette, eccovi qua 


Sul baratro della mondanità 
Qui nel fango di una falsa verità 
Che vende ancora l'oro quando è fogna 
Dorme il tempo abbandonato alla viltà 
Del qualunquismo occidental 

Parto ad inseguire un'utopia 
Che sguardi affaticati non vedranno 
Temo che la tua democrazia 
Col fuoco non porti la libertà 
Forse è tardi ma sto correndo via 
A ricucire i vuoti della vostra ipocrisia 
Nella mia città la carovana va 
Portando solidarietà 
Voi, sognatori fate al caso mio 
Per fare un santo non ci vuole un dio 
Solidarietà, io sto correndo qua 
Per risanare i vuoti della vostra falsità 

Qui c'è ancora una città 
Nell'innocenza scivola 
Ho inseguito una città 
Tra le rovine di un mondo sommerso 
Qui c'è ancora una città 
La mia città 
Dicono della mia verità 
Bugiarda, irriverente ed estremista 
Tutto ma non posso tollerar 
Se una coscienza è cieca è perché ha smesso di gridar 
Popoli e città sfracellati via 
Dal fantasma della guerra e dell'economia 
Nella mia città io porto umanità 
A giornate mutilate dalla vostra civiltà

Come sempre la canzone potete sentirvela grazie a YouTube

domenica 1 agosto 2010

2 agosto 1980

Erano le 10:25 del 2 agosto 1980...



Sono passati 30 anni. Il ricordo non va cancellato, ne ora ne mai!

giovedì 29 luglio 2010

Il cavaliere senza morte

Di canzoni contro la guerra ne sono state scritte un po' in tutto il mondo e in tutti i tempi. Ci sono stati grandi autori, dai nomi importanti nel panorama musicale contemporaneo e di qualche anno fa...
Però, a mio avviso, una delle più belle canzoni sull'assurdità e sull'inutilità di tutti i conflitti è Il cavaliere senza morte di Davide Van De Sfroos.
Quindi ho deciso di condividerla con voi, sperando che sia di vostro gradimento. Ovviamente c'è prima il testo originale e di seguito la "traduzione".
Buona lettura ed in fondo buon ascolto.
"...al mondo ci sono cose giuste e cose sbagliate. A volte è difficile distinguerle, ma quando vedete una guerra non abbiate esitazioni, è sicuramente sbagliata..."


IL CAVALIERE SENZA MORTE - DAVIDE VAN DE SFROOS

De tera n'ho traversàda, de acqua n'ho cognussüda, 
de veent n'ho inscè purtaa in di me sacöcc... 
se sun sbassàa come un ramm de sàles, se sun smagiaa come un trunch de plàten 

ma sun staa anca bel drizz cumè un ciprèss... 
quaand che m'hann dii che'l mund girava ho cuminciaa a cürrech a'dree e adèss ho giraa püsse de luu... ma l'soo che ho mea vengiüü... 

Ho pruvaàa el Martèll de Thor, i sgrafignaad de la Babayaga e Vainamöinen el m'ha insegnaa a cantà... 
e quanti omen con scià na spada ho trasfurmàa in funtàn de saangh 
e pò la Morrigan la passava a netà tütt... 
quand che m'hann dii che'l muund cantava stori de Achille e de Cuchulain 
me n'ho cupàa püsèe de luur... ma de canzönn n'ho mai sentüu... 

E alura via anima in pèna a carcà el fuund de la damigiana 
senza necorgéss che ho bevüü in del Sacro Graal... 
vurèvi beev per desmentegà e ho guadagnaa l'immortalità 
propi la sira che vurevi pruvà a crepà... 
una Valchiria da segunda man e un druido senza giüdizi 
m'hann faa sultà deent nel teemp comè un precipizi... 
e sun partii per la nuova gloria e ho vedüü merci la storia 
cumè un Dio in armadüra ma a pè biütt... 

Forsi per noia o per vanità, sun naa in söl fuund del laagh 
per ritruvà la spada de Re Artù... 
ma Excalibur serviss a un cazzo, e Viviana me l'ha dii 
se a manegiàla ghè lè un rembambii... 
quand che m'hann dii che 'l muund pregàva, ho pregaa püsse de lüü 
e adess che ho tacaa la spada al müür... effettivamente la me paar 'na cruus... 

E sun partii per la tèra santa, la lama in cieel e l'infernu in tera 
perchè m'han dii che l'era santa anca la guera... 
culpi de spada a furma de cruus culpi de spada a mezzalöena 
che in paradis a tücc ghe spècia una pultrona... 
e i m'hann dii che se'n cupavi tanti, scancelavi i mè pecàà... 
che l'è diverso cupà quii giüst e quii sbagliàa... 

Ma me pudévi piö murì... e quindi niente aldilà... 
ho saraa i öcc e ho pruvàa a specià... 
ho speciaa che la finiva e sun indurmentaa 
ho verdüü i öcc e ho veüü i carri armàa...

Traduzione

Di terre ne ho attraversate, di acqua ne ho vista scorrere,

di vento ne ho così portato nelle mie tasche

mi sono abbassato come un ramo di salice, mi sono macchiato come un tronco di platano
ma sono stato anche bello dritto come un cipresso... 
quando mi hanno detto che il mondo girava ho cominciato a rincorrerlo e adesso che ho girato più di lui... lo so che non ho vinto

Ho provato il Martello di Thor, i graffi della Babayaga, e Vainamoinen mi ha insegnato a cantare...
e quanti uomini armati di spada ho trasformato in fontane di sangue
e poi la Morrigan passava a pulire tutto...
quando mi hanno detto che il mondo cantava storie di Achille e Cuchulain
io ne ho uccisi più di loro... ma di canzoni non me ne hanno mai scritte...

E allora via anima in pena a cercare il fondo della damigiana
senza accorgersi che ho bevuto dal Sacro Graal... 
volevo bere per dimenticare e ho guadagnato l'immortalità 
proprio la sera in cui volevo provare a morire.... 
una Valchiria di seconda mano e un druido senza giudizio 
mi hanno fatto saltare nel tempo come in un precipizio...
e son partito per la nuova gloria e ho visto marcire la storia
come un Dio in armatura ma a piedi nudi....

Forse per noia o per vanità, sono andato sul fondo del lago per ritrovare la spada di Re Artù...
ma Excalibur non serve a un cazzo, e Viviana me l'ha detto
se a maneggiarla c'è un rimbambito
quando mi hanno detto che il mondo pregava, ho pregato più di lui,
e adesso che ho appeso la spada al muro.... effettivamente mi sembra una croce.

E sono partito per la Terra Santa, la lama in cielo e l'inferno in terra,
perchè mi hanno detto che era Santa anche la guerra...
colpi di spada a forma di croce colpi di spada a mezzaluna
che in paradiso a tutti spetta una poltrona...
e mi hanno detto che se ne ammazzavo tanti, cencellavo tutti i miei peccati...
che è diverso uccidere quelli giusti o quelli sbagliati...

Ma io non potevo più morire.... e quindi niente aldilà...
ho chiuso gli occhi e ho provato ad aspettare
ho aspettato che finiva e mi sono addormentato
ho aperto gli occhi e passavano i carrarmati...

domenica 25 luglio 2010

Perchè Trenitalia è sempre Ferrovie dello Stato...




Quello di ieri è stato uno splendido pomeriggio. Sono riuscito ad andare a salutare la mia bimba che domani partirà per due settimane....


Quello che abbiamo provato, come siamo stati, questa volta, voglio tenerlo per noi. E' cosa nostra.

Voglio parlarvi del ritorno a casa. Treno delle 19.12 in ritardo di 25 minuti. Questo significa perdita della coincidenza a Fidenza.
Non succede niente. Le coincidenze si perdono, non è questo il male.

Quindi cuffie nelle orecchie e si parte per il ritorno a casa... Qualche spigozzata, panorami che passano lungo il finestrino, pensieri (quasi tutti sulla giornata appena passata) e aria condizionata.
All'altezza di Berceto passa la "controllora" per il biglietto, un po' in apprensione pare; timbra il mio poi mi dice per la coincidenza. Cerca di trovare un modo per farmela prende e si mette a sedere, armeggiando col suo palmare. E' preoccupata, ci tiene ad aiutarmi. Che carina!
Mi dice che se avessimo avuto meno ritardo il treno successivo avrebbe potuto aspettare, ma non essendo l'ultimo sarebbe stato difficile. Ma ci avrebbe provato.
Ho sorriso e l'ho ringraziata. Lei ha apprezzato...

Arriviamo in stazione ed ovviamente la coincidenza non c'era. Ma lo sapevo, me lo aspettavo; lei è stata gentile, ma Trenitalia è pur sempre Ferrovie dello Stato e non si può certo fermare un treno per me, che neanche la volevo la privatizzazione dei nostri "camini di ferro".

Tranquillo, anche perchè quel gesto umano mi ha veramente messo di buon umore, aspetto che arrivi il treno successivo. Una decina di minuti prima è previsto un espresso (treno notte) e io ci provo. Ho il biglietto, sono due stazioni, mi metterei pacificamente seduto su uno dei seggiolini ribaltabili con sempre la mia musica nelle orecchie, senza sporcare.
Scendono tre tizi. Io e altri due ragazzi ci avviciniamo biglietti alla mano (non siamo scrocconi, abbiamo pagato il nostro pedaggio) per provare a chiedere ospitalità per due (io) o tre (loro) fermate. Il più grasso, probabilmente il capo ci urla: "avete la prenotazione?", scuotiamo la testa per iniziare a spiegare che vogliamo fare solo due fermate e guadagnare qualche minuto sulla tabella di marcia, ma non abbiamo il tempo. Ci intima l'alt: "senza prenotazione non si entra" ed al terzo, uscito da un'altra porta urla: "non farli salire! Sono senza prenotazione...!".

Il treno riparte con noi tre a bocca aperta con la sensazione di chi è appena stato preso per un appestato.

Alla fine di tutto a me non importa se ci sono i ritardi, continuerò sempre a preferire (quando posso) il treno alla macchina; Quello che mi disgusta è la mancanza di umanità di Trenitalia. Ci sono poche, rare, eccezioni che però non possono ne fermare i treni, ma soprattutto non cambieranno mai la mentalità di Trenitalia, che è sempre Ferrovie dello Stato.

giovedì 22 luglio 2010

Una calda sera in riva al fiume

Faceva troppo caldo in città, così Flavio e Sofia decisero di andare a prendere un po' di fresco al fiume.
Lasciarono il bar e presero una macchina, quella di Flavio. Lui amava guidare, soprattutto per le strade piene di curve che portavano al fiume.
Ci volle mezz'ora per raggiungere la meta che avevano scelto; uno spiazzo in mezzo al bosco che dava direttamente sul fiume, dove si poteva sentire lo scroscio dell'acqua e una leggera brezza saliva costantemente dal greto rendendolo un fresco luogo ideale per un giusto riposo.
Parlarono tutto il tempo del viaggio. Sofia era sempre curiosa di sentire quello che capitava durante il giorno a Flavio per via del suo strano lavoro.
Una volta arrivati si distesero sull'erba con l'ausilio di un panno che il ragazzo portava sempre con se nel baule dell'auto. Faceva proprio fresco e la sera particolarmente serena e priva di luna permise ai due amici di vedere tantissime stelle.
Stavano chiacchierando con il naso all'insù, quando Sofia prese la mano di Flavio e senza rendersene conto cominciò ad accarezzarla. Succedeva spesso e il ragazzo non ci fece caso, ma d'un tratto lei spostò la sua mano verso i suoi seni, mentre continuava a parlare.
Flavio sentì la gola seccarsi e non riuscì più ad emettere una parola; lei se ne accorse, sorrise e continuò a usare la mano di lui come strumento di piacere. Smise anche Sofia di parlare e si voltò verso Flavio con tutta l'intezione di baciarlo, cosa che il ragazzo ripresosi dallo stupore iniziale non esitò a ricambiare.
Osservati soltanto dalle stelle i due giovani amanti si baciarono con passione, come mai era capitato a nessuno dei due. Flavio sentiva i grandi seni della sua amica premere forti sul suo petto e un fremito lo percorse lungo la schiena. Quasi tremava, Sofia se ne accorse e lo strinse a se.
Le loro mani cercavano avidamente i reciproci corpi con la passione che ormai aveva tolto ogni freno inibitorio. Si ritrovarono nudi in poche e precise mosse ed il fresco del fiume ormai non faceva più effetto. Erano caldi, con la passione che ardeva ogni minuto sempre di più. Flavio passò con la lingua tutto il corpo di Sofia che inziava già ad ansimare sentendosi assaporare in ogni suo centimetro dal giovane amico d'infanzia. Le sue mani cercavano tra le gambe del ragazzo e avide si avvinghiarono al duro membro di Flavio, che sussultò di piacere, era completamente coinvolto con ogni singola cellula del suo corpo.
Flavio voleva possederla e al contempo Sofia voleva essere posseduta; si mise sopra di lui e con la mano lo guidò dentro di lei. Lo sentì entrare provando un piacere immenso ed i corpi diventarono una cosa sola, ansimavano insieme e si muovevano insieme.
Il loro piacere saliva di intensità e la natura intorno si era fermata, quasi con il fiato sospeso, coinvolta anch'essa dall'ondata di passione che stava travolgendo i giovani. Lei gli mordeva il lobo dell'orecchio mentre lui le assaporava il collo e scendeva per leccare con la punta della lingua i capezzoli della ragazza turgidi e dolci.
La prese girandola per mettersi sopra e con movimenti del bacino decisi e sicuri entrava ed usciva da lei che rompeva il fiato ogni volta tanto erano il piacere ed il desiderio. Non si fermavano ed il ritmo aumentava per poi calare e di nuovo aumentare. Sofia si accorse che ormai Flavio era sul punto del piacere e avvicinandosi al suo orecchio surrurrò: "vienimi dentro". Il ragazzo cominciò allora ad aumentare il ritmo ansimando sempre di più, mentre ormai la giovane quasi urlava tanto lo voleva dentro.
Vennerò insieme appagandosi l'uno con l'altra. Rimasero sdraiati, nudi, uno affianco all'altra per parecchi minuti senza dire niente. I loro respiri, lentamente tornavano alla normalità ed il sudore si andava asciugando grazie alla fresca aria del fiume.
Si guardarono negli occhi, sorridendo e si rivestirono per ritornare in macchina e scendere nella calda città, che forse per quella notte risultò loro meno afosa e fastidiosa delle altre.

mercoledì 14 luglio 2010

E anche quest'anno ci sono stati i Mondiali

Eccomi qua, di nuovo nella mia cameretta, davanti al mio mac, a provare a raccontare i Mondiali di quest'anno.

Partirò dalla fine, con le premiazioni. Si applaude insieme e si sorride; si canta, bella ciao, quasi sempre. Tutto è passato, non c'è da correre al bar dei campi a portare i gatorade ed i modenesi non arrivano in magazzino disperati urlando: "non c'è più salsiccia!", quando poi vai a scoprire che ne hanno un frigo pieno. La "spesa" quotidiana alla coop non va più fatta e non c'è più bisogno di andare da Lelli a prendere le melanzane surgelate con Silvia e Molli.

Poi viene il lunedì, ieri, e si inizia a smontare. C'è caos nel parco, i muletti che accatastano pannelli mentre i tecnici rimuovono gli impianti della birra. Ci sono i resi e velocemente la città dei mondiali viene smontata.




E allora c'è la malinconia, perchè da martedì almeno per me, tutto ritorna alla normalità. Non che non mi piaccia la mia normalità, però i mondiali si vivono con tutto il corpo e diventano parte di ognuno. Soprattutto diventano parte di noi che ci lavoriamo.
Se rimani sveglio fino alle 4 e mezza di mattino per risvegliarti alle 6 e mezza dopo solo due ore e correre per le restanti 22 ore, qualcosa di importante lo devono per forza essere questi Mondiali Antirazzisti.



Ed infatti lo sono; ci sono persone che vedo quasi solo a Casalecchio. Però in quei 5 giorni (che per alcuni di noi sono anche 10 ed ancor di più per altri) sono la mia famiglia e quasi la mia vita. Ciò che succede fuori fa fatica ad arrivare e a volte proprio non c'è il tempo.

Penso ai modenesi, che sono dei grandi. Ogni anno loro ci sono e si fanno il mazzo per rendere il Bar & Breakfast una delle attrazioni dei Mondiali, viva sempre lo stinco del venerdì e sabato, viva le Brigate GialloBlu! E viva i ragazzi di Bologna, soprattutto la Giusy che ci crede davvero tanto e ti trasmette la sua carica come non mai. Penso a Chicco e ai doriani, che quando cominciano a spinare delle birre non si fermano più. Penso ad Emiliano che non si ferma mai, neanche dopo i pastis e penso, quest'anno, anche ad Alessandra e Gioia che si sono integrate con noi tantissimo (un po' meno i loro ragazzi, ma vabbè), sperando di trovarle anche il prossimo anno insieme a Casalecchio



E poi ci siamo noi, la UISP. Al magazzino veniamo un po' da tutte le Uisp d'Italia. C'è l'ufficio stampa del nazionale che scende in massa. Ci sono i ragazzi ai campi, la Piazza Antirazzista, l'info point, tutto.

Questi mondiali li ho vissuti intensamente, con molte responsabilità che mi hanno forse fatto stancare di più, ma alla fine la gratificazione di far parte di una squadra lascia tutto alle spalle.
Forse la fatica mi ha fatto svarionare ogni tanto e mi sono scoperto a sentirmi a disagio di fronte a certi fatti. E credo sia perchè a queste persone, a questi amici, ci tengo davvero.
Mi passano davanti agli occhi le immagini di Casalecchio, piccole istantanee di qualcosa vivo e fortissimo dentro il mio cuore. Mi commuovo, se ci penso. Sono felice, quando ricordo. Mi manca, se ne parlo. Lo rivoglio, quanto prima.

Quindi grazie, per tutto questo, di tutto questo... Grazie Giuseppe, Silvia, Francesco, Ugo, Tommi, Andrea, Jacopo, Mamadou, Mirco, Roberto, Michele, Daniela, Antonio (e Marcello), Layla, Francesca, Franceschina, Marta, Betta, Agnese, Emiliano, Alessandra, Gioia, Robby, Giorgio, Carlo, Gaggio, Vero, Giusy, Billa, Giovanni, Paolone, Igor, Valerio, Chicco, Chiara, Vittorio, Fabrizio e tutti quelli che sicuramente mi sono dimenticato.

Grazie e all'anno prossimo Casalecchio!

Ed ecco qui la colonna sonora a mio avviso migliore

martedì 29 giugno 2010

Devo tornare a dedicarmi a me stesso...

Una volta adoravo scrivere sul blog. Mi piaceva, mi stimolava.
Ora non lo so; forse ho poco tempo, forse ho poca voglia, forse tutti e due o forse mi sto adagiando al semplice e pantofolaio Facebook.

Ma adesso basta, ricomincio!

Ecco... Magari prima faccio passare i Mondiali Antirazzisti, poi mi rimetto a curare questo spazio quasi dimenticato.
Approposito di Mondiali... Volete venirmi a trovare per farci un bel coretto come questo?

domenica 9 maggio 2010

Uno due tre quattro cinque dieci passi...

Oggi è il 9 maggio e nella notte di questo giorno, 32 anni fa, a Cinisi venne ucciso dalla mafia Peppino Impastato.
Una delle tante persone che diedero la loro vita per combattere la mafia; come Falcone e Borsellino, giudici.

Veniva da una famiglia mafiosa, dalla quale si allontanò subito iniziando la sua lotta e facendo militanza politica all'interno della sinistra, nella sinistra siciliana.
Fondò una radio con la quale denunciava i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini e decise di candidarsi alle elezioni del 1978.
"Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato.." (Modena city Ramblers - I Cento Passi)

Il suo omicidio passò praticamente inosservato perchè in quella stessa giornata venne ritrovato il corpo di Aldo Moro, ben più noto del nostro Peppino Impastato.

Fu grazie al fratello e alla madre, i quali si dissociarono pubblicamente dalla parentela mafiosa, che venne fuori la matrice mafiosa del suo omicidio, mentre stampa, forze dell'ordine e magistratura parlarono di attentato terroristico nel quale l'attentatore stesso (lui) rimase vittima ed in seguito di suicidio per una lettera ritrovata dopo, ma scritta parecchio tempo prima.

La sua storia, completa, la potete trovare, come sempre, su Wikipedia e leggervela con calma, mentre qui sarà possibile ascoltarsi la canzone colonna sonora del Film a lui dedicato, "I Cento Passi" scritta dai Modena City Ramblers

Ricordiamoci, oggi e sempre dei suoi e nostri cento passi!

martedì 4 maggio 2010

150 anni di Unità d'Italia

Domani, il 5 maggio, oltre essere il compleanno di Leo (auguri Leo!) sarà anche il  l'anniversario dell'Unità d'Italia. 150 anni fa da Quarto partirono i famosi 1000 che unirono l'Italia guidati da Garibaldi...

Ma è veramente unita questa Italia? A sentire bene televisione e giornali non si direbbe proprio... Ci sono ministri della Repubblica Italiana che non riconoscono il tricolore e definiscono delle boiate le celebrazioni che ci stiamo apprestando ad allestire (un po' meno boiata però è lo stipendio che prendono, vero Robby?). La differenza tra nord e sud è rimasta profonda e sono poche le cose che ci uniscono.

Edoardo Bennato descrive così la storia dell'unità d'Italia. Lascio a voi le parole e la musica.

Edoardo Bennato - C'era un Re

In Piemonte c'era un Re
con manie di grandezza
Re Vittorio Emanuele
con un regno da Operetta
ed intorno c'erano tanti
altri regni tutti grandi
così per disperazione
lui cercò una soluzione
cominciò da Cavour Mazzini
e Garibaldi e poi
coinvolse tutti quanti
e tra Bixio ed altri 1000
e tra fiamme e scintille
completarono a Teano
il loro folle colpo di mano


è è è così s'inventarono l'Italia


è è è così s'inventarono l'Italia


Così sotto una sola bandiera
cominciò la tiritera
colpa tua
colpa mia
tra i briganti ed i Savoia
tutti sempre insoddisfatti
nord e sud cani e gatti
Metternich
l'aveva detto
ma pensarono ad un dispetto
c'era troppa differenza
tra Vigevano e Cosenza
e tra Alpi e Madonie
proprio niente da spartire
ma la cosa più tremenda
è che la differenza aumenta
nel tepore della Patria
rileggetevi il copione
sventolare il tricolore
è una vera provocazione
è concesso solo ad un patto
in un'unica occasione
solo se
la Nazionale
batte tutti nel pallone


è è è così s'inventarono l'Italia


è è è così s'inventarono l'Italia


Questa figlia dei Savoia
questa Italia da operetta
questa Italia dei valori
lunga lunga stretta stretta
da Pontida a Mercogliano
da Monopoli a Belluno
tutti avanti
miei Prodi
tutti figli di nessuno
chi è rimasto imbottigliato
cerca scampo contromano
chi è fedele alla Padania
e chi a Napolitano
ma che bella rimpatriata
ma che bella fregatura
c'è chi brucia la bandiera
e chi incendia spazzatura.


sabato 1 maggio 2010

E' il nostro giorno... il Primo Maggio

Nella festa dei lavoratori, metterò solamente una canzone. Niente di più, d'altronde è la nostra festa.
BUON PRIMO MAGGIO!

Giorgio Gaber - Il nostro giorno

domenica 25 aprile 2010

Bella Ciao

Ho pensato che questo poteva essere il giusto modo per augurare a tutti quanti, si a tutti quanti, BUON 25 APRILE!

Di seguito troverete il testo della canzone Bella Ciao, che ovviamente vi spiegherò per farvi capire quanto sia sbagliato etichettare quella canzone come comunista o comunque di parte, ignorandola di conseguenza. Ed assieme ad essa l'intera giornata del 25 aprile, Festa della Liberazione. Tutti siamo stati liberati dall'occupazione nazista vorrei farvi notare. Tra l'altro non so quanti di noi ora sarebbero qui a festeggiare, anche nel 2010, il 25 aprile se qualcuno non ci avesse liberato dall'invasione tedesca. Non sto parlando di dittatura o democrazia, ma di vita o di morte. Le SS ammazzavano la gente per intenderci, punto e basta.

Questa mattina mi son svegliato
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Tutti alla mattina ci svegliamo, non solo i comunisti...
L'espressione bella, si sente ovunque di questi tempi, soprattutto tra i giovani. La parola ciao è universale, vale per tutto il mondo e poi, quanti di voi, nel tentativo di approcciare una tipa non hanno mai detto "ciao bella", viceversa per le donne che se lo sono sentito dire

Questa mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor
Ed anche qui, l'invasore era per tutti, i tedeschi non hanno invaso solamente l'Italia di sinistra.

O partigiano portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Qui chi canta chiede aiuto al partigiano perchè probabilmente la canzone è nata nel nord Italia e lì (ossia qui, per quanto mi riguarda) era sinceramente più facile trovare un partigiano, rispetto ad un americano ad esempio. E' storia questa, non sono frottole.

O partigiano portami via
che mi sento di morir
Quando sei invaso se non sei uno di loro, cioè tedesco e nazista, ti vien molto facile pensare che stai rischiando fortemente di lasciarci le penne.

E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Ok, qui l'autore ha scelto di schierarsi dalla parte dei partigiani, quindi se muore, muore da partigiano. In ogni caso il rischio è che muoia. E lo rischiano tutti

E se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir
Durante la guerra i funerali non funzionavano come ora. Non arrivava la Croce Verde (da noi la croce verde fa le onoranze funebri, pensa un po' in una terra di comunisti una croce "padana") che pensava a vestirti il morto, fare gli annunci ed organizzarti il corteo funebre. Durante la guerra la gente moriva e dove finiva finiva. Chiede quindi al suo compagno partigiano di seppellirlo.

E seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Si sa che la guerra è stata combattuta in montagna soprattutto. Sia per la conformazione geografica del nostro paese sia perchè la montagna è un "tappo" naturale, quindi per forza si deve rallentare e si arriva allo scontro. Quindi la sepoltura assume un valore fortemente simbolico

E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior
A chi non piacciono i fiori? i fiori sono universali. E qui non si parla di un garofano rosso oppure una rosa o chissà quale altro fiore "di parte". Un bel fior, punto e basta.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
La gente cammina in montagna, quindi è normale che passi ed incontri un bel fiore

E le genti che passeranno
mi diranno che bel fior
Quando un fiore è bello è bello, non ci sono cazzi.

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
L'abbiamo detto prima, lui ha scelto di diventare partigiano; il fiore è il suo, quindi è il fiore del partigiano.

E questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà
Questo diavolo di un partigiano è morto per liberare tutta l'Italia. Lo vogliamo celebrare visto che grazie a lui ora siamo tutti liberi? Ho già spiegato prima che potete cambiare l'autore della canzone, ma il significato rimane quello, quindi non rompete i maroni sul fatto eh ma i partigiani qui i partigiani là. Noi oggi festeggiamo la giornata in cui un generico partigiano, che magari non si chiamava neanche tale,  ci ha liberato dall'invasione nazista. Si dice che essere partigiani vuol dire tenere la parte di qualcuno. Ebbene, questo teneva la nostra parte, quella dell'Italia!

Poi ovviamente, siccome io sono comunista, Bella Ciao me l'ascolto cantata dai Modena City Ramblers...


Ancora a tutti voi
BUON 25 APRILE!

giovedì 22 aprile 2010

Ivan Graziani - Isabella sul Treno

Ascoltavo canzoni a caso su Itunes e sono incappato su questa di quel geniaccio abruzzese... Ve la voglio lasciare.

Settantasette vergini ne avessi mai incontrata una in equilibrio come lei.
Capelli color grano e occhi blu stoviglia e un’aria da signora finta come le sue ciglia
e il treno cigolava sui binari dello stato urlando nella notte come un disperato
lei mi disse "Ciao, mi chiamo Isabella cercavo un posto in prima ma non l’ho trovato"
Chissà che storia avrà Isabella?
E dove se ne andrà Isabella?
"Che mestiere fai?" Le ho chiesto "Mi spoglio in un locale
e guardo intorno a me quelle facce da maiale
e il mio impresario dice che sono molto brava sai ho studiato danza a Reggio Emilia?
Ma non è di te che mi vergogno potrei farti anche vedere se non lo faccio è solo per il controllore"
"E l’amore come va?" le ho chiesto "Ho un conte che mi ama
lui viene dalle Marche ed è un po’ particolare e lui mi lega su una sedia e mi cosparge di miele
poi fa una risata che ti lascio immaginare"
Lei lotta per la vita, Isabella.
Isa, Isa, Isa, Isabella.
Parlammo ancora tanto, almeno un paio d’ore poi il treno s’infilò dentro una galleria
e nel buio più totale lei disse "Ho paura" poi passi sopra i passi come di chi fugge via
quando uscimmo fuori non c’era più nessuno mentre fermo sulla porta ridacchiava il controllore
"Scusi" gli domando "ha mica visto dov’è andata?"
"E’ inutile" risponde lui "secondo me se l’è squagliata
qui la conosciamo tutti, è solo un po’ matta
anzi, guardi bene se ha ancora in tasca il portafoglio"
Lei lotta per la vita, Isabella Isa, Isa, Isa, Isabella

martedì 6 aprile 2010

Ormai è tempo di 8 x 1000

Senza troppe parole ed eccessivi commenti; un video. Non serve altro.

martedì 23 marzo 2010

La chiesa si rinnova?

Mentre andavo a lavorare la radio era su K-Rock e questa mattina a parlare c'era il bagnino, che è sempre uno spettacolo.

Prima notizia, le dichiarazioni di Bagnasco sulle "indicazioni di voto" da parte della CEI:
La difesa della vita umana, innanzitutto dal “delitto incommensurabile” dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori “non negoziabili” in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali.

Una bella indicazione verso la Bonino, candidata nel Lazio e fortemente abortista. Una volta c'era La DC e le chiese erano ottimi palchi elettorali per la propaganda democristiana. Adesso siamo nella seconda repubblica e la chiesa dovrebbe rinnovarsi. O forse no?

Mi vien voglia di chiederlo a Giorgio Gaber...



Il testo:

Il mondo ha fretta continua a cambiare
chi vuol restare a galla si deve aggiornare.
Anche la chiesa che sembra non si muova
ogni tanto ci ripensa e ne inventa una nuova.
E dimostrando un notevole tempismo
ha già tirato fuori un nuovo catechismo.
Dove tutto è più aggiornato, dove tutto è più moderno
e anche a vincere un appalto si rischia l'inferno.
Dov'è condannata ogni forma di magia
ma è un grande peccato anche l'astrologia.
Dove il senso di giustizia è ancora più forte
e talvolta è anche gradita la pena di morte.


E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.


In questo clima di sgomento per il popolo italiano
viene fuori l'acutezza del pensiero vaticano.
E tutti hanno capito che il Papa era un genio
quando ha detto che la mafia è figlia del demonio.
Ma quello che spaventa è il coraggio della CEI
che ha già riabilitato Galileo Galilei.
E adesso se divorzi ti puoi anche risposare
a patto che stai buono e non ti metti a scopare.
Ma il nuovo sacramento per essere senza macchia
va fatto di nascosto e in un'altra parrocchia.


E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.


Da oggi il praticante ha un'altra prospettiva
più allegra e disinvolta direi quasi alternativa
la pillola per ora non può essere accettata
ma è ammessa se prevedi di esser violentata.
E piuttosto che fare uso dei preservativi
è meglio diventare tutti sieropositivi.
E va bene i militari, e va bene i dottori
adesso abbiamo anche i farmacisti obiettori.
D'altronde per la chiesa l'ideale è l'astinenza
che è un po' come l'invito all'autosufficienza.


E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.


Da Roma il Santo Padre ci invia il suo messaggio
è lì ogni domenica a parte quando è in viaggio.
Lui voleva andare in Bosnia l'aveva stra-annunciato
ma all'ultimo momento c'ha un po' ripensato.
Perché l'uomo è santo e pio ma è anche molto scaltro
lui lo sa che morto un Papa se ne fa subito un altro.
E allora ha scritto un libro che è diventato un grosso evento
sarà anche un po' acciaccato ma non sta fermo un momento.
Per il suo decisionismo si può dire, senza offesa
che papa Woitila è il Berlusconi della chiesa.
Una chiesa sempre all'erta, che combatte, fa scintille
e per questo è giusto darle un bell'otto per mille.
Anche se i traffici loschi della Santa Sede
sono parte integrante dei misteri della fede.


E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

mercoledì 17 marzo 2010

Ho imparato da solo

Ormai quasi un anno fa, mentre ero intento a lavorare (proabilmente facevo delle tessere), la Simo mi fece notare che scrivevo veloce, ma non utilizzavo gli indici di entrambe le mani nello scrivere. Andavo a 7 dita (medio, anulare e mignolo di entrambe le mani più pollice destro per lo spazio).
In effetti era così... E a dirla completamente è ancora così. Fino a qualche giorno fa. Perchè ho deciso di iniziare ad utilizzare tutte e 10 le dita.

E devo ammettere che è fottutamente difficile! Sto facendo una fatica incredibile a scrivere. Sono decisamente più lento del solito e spesso sbaglio le lettere. Inutile dire che se provo ad accellerare il passo, ecco che entrambi gli indici si drizzano e rimangono paralleli alla tastiera senza più battere nessun tasto.

Tra l'altro a pensarci, si sente proprio la differenza tra le dita. Gli indici non sono proprio abituati a schiacciare i tasti e fa uno strano effetto premere ogni singolo pulsante.
Succede tra l'altro che forse esagero adesso con gli indici. A volte uso quasi solo quelli. E tutto perchè ho imparato da solo, scrivendo in chat, senza una impostazione dattilografa.

Ormai ho deciso di intestardirmi e persevererò fino a quando non ritornerò a scrivere normalmente senza impappinarmi o sbagliare!

Mamma che fatica scrivere questo post...