venerdì 5 aprile 2013

Dove andiamo il 25 aprile?

E' una bella domanda, si.
(Premessa; mettetevi comodi che c'è parecchio da leggere)
Io ho deciso che quest'anno andrò a Montesole, sulle colline di Marzabotto.
Ma come, non vai a Casa Cervi? Eh no... purtroppo non andrò.
Qualche giorno fa ho letto il comunicato del Fuori Orario che, insieme all'Arci, spiegava il perchè non avrebbero più partecipato alla festa del 25 aprile a Casa Cervi. Loro, a differenza di altri, non hanno fatto polemiche strumentali ed hanno invitato “tutti i soci a continuare a vivere la giornata del 25 aprile restando vicini ai valori che essa rappresenta”.
Questo è il primo punto che mi trova in sintonia con il circolo di Taneto: i valori che il 25 aprile rappresenta.
Per i meno informati, lascio qualche link sulla questione. Già avete letto (almeno spero) il breve comunicato del Fuori Orario. Un articolo di “Sinistra Gattatico”, invece getta benzina sul fuoco delle polemiche andando giù pesante nei confronti dell'Istituto Cervi, padrone di casa in quel luogo simbolo della resistenza, del 25 aprile. In sostanza una delle accuse che si fanno è quella di voler trasformare quella giornata in una piccola Festareggio, coinvolgendo il PD, estromettendo per di più l'associazionismo e le realtà locali.
...bene! Torniamo a fare ancora polemica a sinistra accusandoci a vicenda. Ci sono quelli che odiano il PD per partito preso e qualsiasi cosa in cui sia coinvolto non va bene ed è da combattere. Poi ci sono quelli che pensano che il PD sia l'unica vera sinistra moderna del paese. Insomma si litiga sempre al di qua del muro. Niente di nuovo sotto il ponte.
Non si è fatta, ovviamente, attendere la risposta degli “accusati”, ossia l'Istituto Alcide Cervi. Già nel titolo del comunicato la richiesta è chiara: basta polemiche.
Si, sono d'accordo.
L'istituto spiega come sia diventata davvero grande la Festa (posso confermare, ma anche voi credo possiate farlo) e quindi di come sia ormai una necessità affidarsi a chi della ristorazione di massa ne mastica ormai da anni. E voi sapete tutti quanti quanto sia capace Festareggio (ma anche tutte le feste sparse nella provincia tutta estate) di dar da mangiare a tante persone tutte insieme.
Questi sono i fatti con le polemiche connesse che a me, ormai non interessano più.
Vi voglio raccontare di quello che penso io, se vi interessa (beh... state leggendo il mio blog, quindi vi interessa). E' una sensazione che provo da un po' di anni a questa parte e che ho condiviso con amici, compagni e colleghi di lavoro. E ve lo spiego con il titolo di Casa Cervi quest'anno:
“Paolo rossi e musica contro le mafie”
Centro! Io mi sto chiedendo, ora. Ma l'ho fatto anche qualche giorno fa: “dove sono finite le parole simbolo del 25 aprile?”. Resistenza, liberazione, partigiani. Io non le ho trovate.
Un mio giovane amico mi ha scritto: “Resistenza, punto. Alla mafia e al fascismo. Non vedo enormi differenze”. La nuova resistenza, la resistenza del nuovo millennio se vogliamo chiamarla, è quella alle mafie. Ok mi sta bene. Resistiamo tutto l'anno alle mafie e al fascismo. Sono d'accordo.
Ma il 25 aprile no. Il 25 aprile del 1945 l'Italia si è liberata dal nazi-fascismo, da sola con le lotte di resistenza partigiane. Giovani italiani, contadini magari, hanno imbracciato il fucile e hanno deciso che bastava così. Si sono liberati, ci hanno liberati.
Bene, io il 25 aprile festeggerò, finchè campo, la liberazione. Poi dal 26 al successivo 24 aprile tornerò a tenere alti i valori della resistenza, anche questa nuova resistenza. Contro le mafie oltre che contro il fascismo.
Quindi ho deciso di andare a Montesole, sulle colline di Marzabotto (Wikipedia vi spiega cosa è successo a Marzabotto), perchè ancora nel 2013 ho bisogno di respirare l'aria della Resistenza. Andrò con al collo la mia bandana dell'A.N.P.I. di Campegine, orgoglioso di venire dalla stessa terra dei sette figli di Alcide.
E mi dispiace non tornare a Casa Cervi, perchè tutte le volte che sento questa canzone ho i brividi e sento forte l'importanza di questo giorno e di quel luogo che tanto significa per la nostra Storia.


E come sempre, insieme a me, ci sarà anche mio padre a cui devo tutto quello che so della resistenza.
VIVA L'ITALIA!
VIVA IL 25 APRILE!

lunedì 11 marzo 2013

Immagini rumori momenti

Era lunedì. 
Uno dei tanti lunedì che solitamente Artur passava in casa. E' il giorno dopo la domenica e bisogna ricaricare le pile dopo l'intenso week end tra aperitivi, cene, concerti, balli, vizi e la partita dei ragazzi. 
A dire il vero quel week end non era stato così tanto sopra le righe. La classica birra in più per rendere il sabato più frizzante e neanche un concerto spacca schiena; la squadra aveva giocato fuori casa e lui l'aveva sentita alla radio, orgogliosamente non tesserato. Il ragazzo si sentiva quindi in forma e aperto al mondo. 

L'immagine che appariva dalla finestra della cucina era uno scorcio del suo paese. Le due vie che si incrociavano proprio all'altezza dell'ingresso di casa. Poche macchine stavano passando in quel momento, era pur sempre lunedì. Si incantò a fissare le luci led di una sportiva appena uscita dal concessionario di cui ignorava padrone e modello. Le luci del led sono strane, illuminano a giorno ciò che sta intorno, però finiscono subito, non c'è il classico sfumare delle vecchie lampadine. 
Sembrava quasi di poter capire e comprendere alla perfezione tutto ciò che era sotto i nostri occhi, ma non appena ci si allontanava il buio completo, come l'illuminazione led delle nuove macchine. 
“La gente oggi come i fari delle auto” 
Aveva esclamato sorridendo il giovane Artur. Era riuscito a trovare qualcosa di divertente in un ragionamento completamente assurdo. 

Più lontano aveva sentito un rumore sordo. Un tamponamento sembrava; ma niente di grave. Nessun urlo e tantomeno nessun seguire di sirena. 
“meglio così” 
Non aveva voglia di scoprire che il suo lunedì di riposo si era mescolato con qualcosa di sinistro. Altri rumori arrivarono a far dimenticare quanto appena accaduto. Era il vento che muoveva i rami privi di foglie e accarezzava le sagome delle case producendo piccoli suoni, gradevoli da ascoltare e da sentire. Alfred fin da piccolo era stato attento ai rumori, riusciva a riconoscerne a migliaia e la curiosità quando ne sentiva uno nuovo era rimasta immutata da quando aveva 4 anni. Il rumore più bello era quello che sentiva allo stadio quando il coro faceva vibrare le tribune e le voci entravano di forza nel petto per unirsi alla sua ed uscire cento volte più potenti. Era un rumore che sentito da fuori aumentava la magia della partita alla domenica. 

Era giunto il momento di chiudere la finestra, portare sotto le coperte i ricordi della giornata e prepararsi ad accogliere il nuovo giorno. Spesso è questione proprio di momenti; un momento prima sei a ricordare un'immagine o un rumore ed il momento dopo sono gli altri a ricordare te, con le lacrime agli occhi. 
Addio Alfred 

(tratto da: Alfred. Un amico, un fratello, un tifoso, un addio)

lunedì 17 dicembre 2012

Christmas with the yours

Si avvicina il periodo delle feste, che personalmente non adoro in modo particolare; l'unica cosa che penso quando arriva il natale è questa...



I am in the room waiting for Santa and for Claus
suddenly by night by night by night by night....
they will arrive 
can't you feel the typical cling cling cling cling cling
presents for the good coal for the bad
proprio come diceva mia mamma

Christmas with the yours 
Easter what you want
Peace between Blur and Oasis 
Christmas with the yours 
Easter what you want 
Dont't throw atomic bombs becouse it's christmas time.

Panettone is on the table and everybody's drinking Moscato
Go to buy a tree but not a true tree becouse otherwise it would die die die die die
Panettone is on the table but it is another one 
infatti e' quello senza canditi

Christmas with the yours 
Easter what you want 
Peace between Lino e Cecchetto
Christmas with the yours 
Easter what you want 
don't drop atomic bombs at least at christmas time.

Proprio come diceva mia mamma 
sai come diceva mia mamma. 
Christmas with the yours
Easter what you want
Peace between Lino e Cecchetto
Christmas with the yours 
Easter what you want
leavin' the refreshing world of Christmas

mercoledì 5 dicembre 2012

La Sedia di Lilla'

Non ho voglia di spiegarla, interpretarla o raccontarla... Ascoltatela, leggetela, vedetela, trasformatela e fatene ciò che volete, dopo.

Questa è La Sedia di Lillà, di Alberto Fortis ed io ve la voglio regalare.
Ciao



Stava immobile nel letto con le gambe inesistenti
e una piaga sulla bocca che seccava il suo sorriso
mi parlava rassegnato con la lingua di chi spera
di chi sa che e' prenotato sulla Sedia di lilla'

Ogni volta che rideva si stracciavano le labbra
e il sapore che ne usciva era di stagione amara
le sue rughe di cemento lo solcavano di rosso
prontamente diluito da una goccia molto chiara

"penso troppo al mio futuro" mi diceva delirando
"penso troppo al mio futuro, penso troppo e vivo male
penso che fra piu' di un anno cambieranno i miei progetti
penso che fra piu' di un anno avro' nuove verita'
tu non farmi questo errore vivi sempre nel momento
cogli il giorno e tanto amore cogli i fiori di lilla'"

"Quanti amici hanno tradito" continuava innervosito
"quanti amici hanno tradito per la causa dell'Amore"
sono andato a casa sua sono andato con i fiori
mi hanno detto che era uscito che era andato a passeggiare
ma vedevo un'ombra appesa la vedevo dondolare
l'ombra non voleva stare sulla sedia di lilla'

martedì 25 settembre 2012

Buon Compleanno

Caspita papà... oggi sono 73! Un bel traguardo da raggiungere; tu però ti sei fermato prima e di anni ne avevi solamente 67. 

Te ne sei andato un giovedì d'agosto... Io ero al mare con la Beba e la Martina e una voce al telefono mi ha detto di tornare, “che tuo padre è stato male, non preoccuparti ma ritorna a casa subito”. 
E una volta arrivato ho saputo che te n'eri andato, per sempre. 

Non sai quante cose sono successe in questo tempo... Mi piacerebbe farti vedere e conoscere tutti gli amici che ho conosciuto in questi anni, vorrei presentarti la Sara che chissà quante volte hai incrociato in quei pochi mesi che hai vissuto a Montecavolo, quando andavi al Discount a fare la spesa o con la mamma andavate a trovare l'Antonietta e Corrado. Lo sai che dopo un anno se n'è andato anche lui? Praticamente come te. Un colpo e via...
La mamma l'ha conosciuta e le piace. Me lo ha detto ed è felice vedere che lo sono anche io. Vorrebbe condividere la sua felicità con te, le manchi lo sai? 

Lei ha conosciuto anche la Martina... Tu ne hai solo sentito parlare, ma so che eri felice per me. Ne hai parlato anche il giorno che te ne sei andato con il professore. Tu mi volevi bene... 
Purtroppo con lei non ha funzionato, ma succede nella vita. E tu lo sai meglio di me come funziona la vita. 

Il lavoro che sto facendo mi piace e so che sei orgoglioso di me, che lavoro alla Uisp. Tu prima di me sei entrato nella Uisp, quando eri dirigente della società di Atletica Leggera Femminile di San Martino. La prima volta che sono andato al regionale mi hai detto: “è ancora in Via Riva Reno?”. Ero felice e lo sono tutt'ora di avere un po' seguito le tue orme. 

Stiamo bene qui a Montecavolo, la mamma è diventata amica di tutte le signore qui intorno, tutte le vogliono bene... Ma lo sai, come si può non volere bene alla mamma? 
Insomma qui è tutto perfetto, manchi solo tu... Che te ne sei andato in silenzio e presto, troppo presto. 

Ed ora qui, nel giorno del tuo compleanno, dopo aver mangiato con la mamma il risotto ai funghi che sempre pretendevi tutti i 25 settembre (e non abbiamo saltato un anno), sono a salutarti e farti gli auguri con gli occhi gonfi di lacrime e un nodo alla gola mentre ti dico Buon compleanno Papà! 

Mi manchi, mi manchi da morire... 

Ti voglio salutare con la canzone che ho immaginato avrei voluto suonarti il giorno del tuo funerale. 



Ciao papà. Ti voglio bene

martedì 18 settembre 2012

A che punto mi trovo?


"Parliamo, voi ed io. Parliamo della paura"
Così iniziava Stephen King la sua raccolta di racconti “A volte ritornano”. E così, parafrasandolo, ho iniziato io il mio primissimo blog. 

Erano tanti anni fa... i siti erano strutturati a tabelle, che per mantenerle ordinate c'era da sudare 7 camice. C'era Frontpage, che essendo microsoft “capiva” quello che volevi fare anche se sbagliavi e “correggeva” il codice per ottimizzarlo su explorer. Allora usavo firefox e non so quanti e quali santi ho scomodato ogni volta che provavo a modificare il template del mio primo blog. Poi è venuto Dreamweaver e questi problemi sono svaniti, posto comunque che alla fine ho ceduto e ho iniziato ad usare template già fatti, concentrandomi sui contenuti (e sperando di esserci riuscito, ma qui non spetta a me dirlo). In tutto questo tempo i blog sono diventati di moda, sono stati invasi dalle scritte glitterate e popolati dalle gif animate. E' venuto il periodo dei blog neri, perchè faceva figo, senza sapere che il nero è il colore dei siti porno (!!!). Poi ci sono stati i blog protetti e privati, al chè io mi dico: “ma se proteggi il tuo blog, per non farlo leggere a nessuno allora che lo apri a fare?”. Ma mi hanno dato mille spiegazioni più o meno convinte, che ho deciso di lasciar perdere e andare avanti così. 


Infine è arrivato facebook e i blog (msn, skype, i canali irc, le mille piattaforme di comunicazione, myspace, reverbnation – no quello non ha mai funzionato -, lastfm, anobii, …., …......... tutto) sono stati soppiantati. Tant'è che si può scrivere un blog, dei post, anche su facebook. Ma è troppo noioso, meglio condividere i link di “il cacciatore di link” o l'ultima foto di “fancazzismo”. Ci sono anche i giochi! 

In realtà non è di questo che volevo scrivere, ma mi ha preso la mano e sono partito. Fortunatamente ho ripreso il controllo della macchina e posso indirizzarla dalla parte che ho scelto di seguire. 

Dal primo post del mio primo blog, dove sono arrivato? Sono arrivato qui, a 33 anni suonati; una crocifissione alle spalle e tante belle cose nella mia testa e nel mio cuore. Sono innamorato, come credo di non esserlo mai stato; il mio lavoro continua a piacermi e posso contare su persone importanti al mio fianco. 
Un anno fa mi sono ritrovato su di un treno in corsa e l'ho preso senza pensarci su... ho viaggiato tanto e ad una velocità folle. Ho sentito l'adrenalina scorrermi copiosa nelle vene ed il vento sbattermi in faccia tutta la sua forza, compresa di polvere, sporco, acqua, neve, sole aria e fiori. Purtroppo un treno in corsa è facile da controllare e mi sono fatto male, parecchio male. Ma correvo, non riuscivo ad accorgermene. 

Però ad un certo punto è successo qualcosa; la notte è diventata giorno e sono riuscito a vedere qualcosa, nonostante la velocità. Forse era il sole o forse era semplicemente la vita, la mia nuova vita. Sono perciò sceso dal treno in corsa e la botta in effetti è stata bella pesante, ma non ho provato dolore, la luce ha attutito la caduta e anzi, mi ha guarito dalle ferite del treno. 
Sono arrivato, non mi sono neanche accorto se sono sceso ad una stazione o in mezzo al nulla a dire il vero; però sto bene, questa è la mia città. E' come se lo fosse sempre stata, senza che io me ne accorgessi. Credo di aver lasciato parecchi bagagli dietro di me, perchè si, a questo punto penso fossero solamente bagagli che a certi tratti mi hanno anche intralciato il cammino, mi preoccupavo troppo per loro che erano solamente bagagli. 
Ho scoperto però che in questa città ci sono un sacco di amici, non sono da solo. Anzi, siamo tutti insieme e ci divertiamo davvero. 


Ora ho solamente voglia di vivere la mia città, amarla con tutto me stesso e passare il resto della mia vita qui, che ci sto veramente bene; con lei e con i miei amici. 

Benvenuti nella mia città!


...Qui c'è ancora una città
Nell'innocenza scivola
Ho inseguito una città
Tra le rovine di un mondo sommerso
Qui c'è ancora una città
La mia città...

giovedì 10 maggio 2012

Ritorniamo dal passato

Qualche giorno fa mi compare una notifica su Facebook. Una mia amica, grazie Luna, mi ha iscritto ad un gruppo chiamato ioRibloggo...
Ho subito capito con entusiasmo di che si trattava e mi ci sono tuffato con convinzione; con piacere ho visto che tante persone, insieme a me, si sono emozionate ed hanno pensato di riprendere a scrivere.
Sarebbe bello se questa idea nata quasi per gioco portasse ad una nuova vita il mondo dei blog, schiacciati ed oppressi dalla F gigante!
Io ho sempre continuato a scrivere, anche se devo dire che il ritmo è decisamente calato. Mi sono anche reso conto che sto sempre scrivendo meno di me. Rileggendo questo blog ci sono commenti a notizie, riflessioni su film ed eventi, qualche racconto, ma davvero poco "personale". Può anche essere dovuto al fatto che sono cresciuto e magari mi sembra quasi infantile raccontare quello che ho fatto durante la giornata, o sarà che non mi è neanche mai piaciuto farlo.
Fatto sta che adesso la speranza è proprio questa... Sarà un nuovo inizio per il mondo dei blog? O forse solamente io mi ero perso e non mi sono mai reso conto che i blog sono ancora tutti vivi e vegeti!

E come dice la canzone...
It's a new dawn
it's a new day
it's a new life
for me
And i'm feeling good

Viva i blog!