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sabato 11 aprile 2015

Buongiorno #2015-101

Un buongiorno assai speciale,
la persona più importante.
Le parole non sono tante,
ma l'amore questo vale 

martedì 25 settembre 2012

Buon Compleanno

Caspita papà... oggi sono 73! Un bel traguardo da raggiungere; tu però ti sei fermato prima e di anni ne avevi solamente 67. 

Te ne sei andato un giovedì d'agosto... Io ero al mare con la Beba e la Martina e una voce al telefono mi ha detto di tornare, “che tuo padre è stato male, non preoccuparti ma ritorna a casa subito”. 
E una volta arrivato ho saputo che te n'eri andato, per sempre. 

Non sai quante cose sono successe in questo tempo... Mi piacerebbe farti vedere e conoscere tutti gli amici che ho conosciuto in questi anni, vorrei presentarti la Sara che chissà quante volte hai incrociato in quei pochi mesi che hai vissuto a Montecavolo, quando andavi al Discount a fare la spesa o con la mamma andavate a trovare l'Antonietta e Corrado. Lo sai che dopo un anno se n'è andato anche lui? Praticamente come te. Un colpo e via...
La mamma l'ha conosciuta e le piace. Me lo ha detto ed è felice vedere che lo sono anche io. Vorrebbe condividere la sua felicità con te, le manchi lo sai? 

Lei ha conosciuto anche la Martina... Tu ne hai solo sentito parlare, ma so che eri felice per me. Ne hai parlato anche il giorno che te ne sei andato con il professore. Tu mi volevi bene... 
Purtroppo con lei non ha funzionato, ma succede nella vita. E tu lo sai meglio di me come funziona la vita. 

Il lavoro che sto facendo mi piace e so che sei orgoglioso di me, che lavoro alla Uisp. Tu prima di me sei entrato nella Uisp, quando eri dirigente della società di Atletica Leggera Femminile di San Martino. La prima volta che sono andato al regionale mi hai detto: “è ancora in Via Riva Reno?”. Ero felice e lo sono tutt'ora di avere un po' seguito le tue orme. 

Stiamo bene qui a Montecavolo, la mamma è diventata amica di tutte le signore qui intorno, tutte le vogliono bene... Ma lo sai, come si può non volere bene alla mamma? 
Insomma qui è tutto perfetto, manchi solo tu... Che te ne sei andato in silenzio e presto, troppo presto. 

Ed ora qui, nel giorno del tuo compleanno, dopo aver mangiato con la mamma il risotto ai funghi che sempre pretendevi tutti i 25 settembre (e non abbiamo saltato un anno), sono a salutarti e farti gli auguri con gli occhi gonfi di lacrime e un nodo alla gola mentre ti dico Buon compleanno Papà! 

Mi manchi, mi manchi da morire... 

Ti voglio salutare con la canzone che ho immaginato avrei voluto suonarti il giorno del tuo funerale. 



Ciao papà. Ti voglio bene

giovedì 17 marzo 2011

Buon compleanno, Italia!

Come molti di voi sanno, io non sono mai stato un grandissimo patriottico. Non mi piace sventolare il tricolore, non mi metto la mano sul cuore quando suona l'Inno d'Italia e mi fa paura sentire la parola "patria".
Ma sono italiano, mi sento italiano e mi piace l'Italia. Mi piacciono gli italiani e oggi festeggerò questo compleanno come è giusto che si debba festeggiare, ma soprattutto perchè lo voglio festeggiare!

Una piccola parentesi su chi sputa sull'Italia e sulla sua unità: quando voi leghisti rinuncerete a tutti i soldi (e sono tanti) che le istituzioni, dallo stato alle regioni ai vari enti, vi danno allora e solo allora potrete vomitare il vostro odio verso il nostro (e vostro) stato. Prima di allora siete e sarete dei patetici e poveri piccoli esseri dalle facoltà intellettive decisamente sotto la media. Non spendo altre parole, anche perchè non credo le capireste, poverini.

Per festeggiare l'Italia, ovviamente, ho pensato ad una canzone che ben potesse rappresentare per me il significato di questo anniversario.
Un anno fa, il 5 maggio 2010, ho scritto un post per ricordare la partenza dei mille da quarto nel 150° della sua ricorrenza; scelsi la canzone di Bennato C'era un Re, per riflettere di quanto non fosse unita questa nostra Italia. Forse le cose ad ora non sono cambiate di molto, anche se oggi tutti (o quasi) festeggiamo con orgoglio questo nostro bel paese, spesso con rabbia verso chi non lo riconosce. E' una dimostrazione lampante di come, purtroppo, l'Italia ancora ci divide piuttosto che unirci.
Però oggi, con tutti i suoi difetti e le sue macchie scure (a tratti nere), io mi sento di festeggiarla questa Italia e voglio quindi gridarlo forte:

VIVA L'ITALIA!

E chi l'ha saputa cantare nel modo migliore questa frase? Ovviamente Francesco De Gregori. Vi lascio per questo la sua canzone Viva l'Italia, compresa di testo, da gustare e capire. Ascoltate bene le parole, ne rimarrete magicamente affascinati..
Ho scelto però di mettervi la versione cantata a Sanremo dal "leghista" (tra virgolette perchè non lo è) Davide Van De Sfroos, che secondo me ha fatto una grandissima cosa a voler cantare quella canzone proprio dal palco dell'Ariston.

Buon ascolto e, ancora, buon compleanno!

Viva l'Italia, l'Italia liberata, 
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè. 
L'Italia derubata e colpita al cuore, 
viva l'Italia, l'Italia che non muore. 
Viva l'Italia, presa a tradimento, 
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, 
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, 
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. 
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare, 
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare, 
l'Italia metà giardino e metà galera, 
viva l'Italia, l'Italia tutta intera. 
Viva l'Italia, l'Italia che lavora, 
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora, 
l'Italia metà dovere e metà fortuna, 
viva l'Italia, l'Italia sulla luna. 
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, 
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, 
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, 
viva l'Italia, l'Italia che resiste.