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mercoledì 29 aprile 2015

Capelli

Chi mi conosce bene sa cosa sono, per me, i capelli. Perciò proprio stasera me ne vado a dormire con questa canzone nella testa, proprio sotto... i miei...

Capelli
Grazie a Niccolò Fabi, per questo ma non solo.

Io senza capelli 
sono una pagina senza quadretti 
un profumo senza bottiglia 
una porta chiusa senza la maniglia 
biglia senza pista 
un pescatore sprovvisto della sua migliore esca 
don Giovanni senza una tresca 
io senza te uno scettro senza re 

Non voglio più chiedere scusa 
se sulla testa porto questa specie di medusa 
o foresta 
non è soltanto un segno 
di protesta 
ma è un rifugio per gli insetti 
un nido per gli uccelli 
che si amano tranquilli fra i miei pensieri 
e il cielo 
sono la parte di me che 
mi somiglia di più 

Io Vivo sempre insieme ai miei capelli. 
nel mondo Vivo sempre insieme ai miei capelli. 
Io Vivo sempre insieme ai miei capelli 
che brutti o belli sono solamente dei capelli.

Non sono venuto in motocicletta 
non mi sono pettinato con le bombe a mano 
non ho messo le dita 
dentro la spina 
non mi sono lavato con 
la candeggina 
sono uno di quelli che porta i suoi lunghi capelli 
per scelta e non usa trucchi 
e noi leviamoci la parrucca 

Io vivo sempre insieme ai miei capelli nel mondo
vivo sempre insieme ai miei capelli
vivo sempre insieme ai miei capelli che brutti o belli
sono solamente i miei capelli

Tu senza gioielli 
sei una pagina senza quadretti un profumo senza bottiglia 
una porta chiusa senza maniglia 
biglia senza pista 
un pescatore sprovvisto della sua migliore esca 
don Giovanni senza una tresca 
tu senza me uno scettro senza re 

Ma quando perdo il senso e non mi sento niente 
io chiedo ai miei capelli di darmi la conferma 
che esisto 
e rappresento qualcosa 
per gli altri 
di unico vivo, vero e sincero 
malgrado questa pietosa impennata di orgoglio 
io tento ogni giorno che vivo 
di essere un uomo e non un cespuglio

Il testo non è proprio quello della canzone originale, semplicemente perchè è quello che Fabi canta nel video qui sotto, di conseguenza: premete play; tornate all'inizio del testo; cantate.

Buonanotte

domenica 22 novembre 2009

Muse@Futurshow Station - Bologna, 21 novembre 2009


Sono arrivato a 7. Quella di sabato è stata la mia settima volta per i Muse.

Li vidi per la prima volta all'Heineken Jammin Festival nel 2000, quasi disinteressatamente. Eravamo seduti sulla collinetta a riposarci tra un gruppo e l'altro. Fu subito amore e da lì un altro Heineken, un Indipendente day altri 3 concerti solo loro; Milano, Bologna Paladozza e Bologna Palamalaguti.

Fino a qualche tempo fa ero abbastanza affranto perchè si stava delineando la mia assenza alla "settima tappa" del mio personale tour. Fortunatamente Chiara vendeva il suo biglietto, l'ho fatto subito mio!
Veniamo perciò al concerto. Per la prima volta nelle primissime file, non più di 5-6 metri dal palco; nel cuore dello spettacolo insomma. Tre palazzi in mezzo alla scena, e capisci subito che quelle tre torri sono loro; Matt, Dominic e Chris. (piccola nota: ovviamente gente come la Ventura, poverina, vedrà un significato legato alle torri gemelle, ridicola/e).

Alle 20.45 parte il concerto, i palazzi si animano di luci e persone e d'un botto crollano a mostrare, a 5 metri di altezza, i tre ragazzi inglesi che letteralmente incendiano il palazzetto. Il concerto è iniziato!

Il seguito è un crescendo di suoni, emozioni, movimento, estasi, sogni e duro e potente rock. Una canzone più carica dell'altra, loro in alto sopra di noi e noi a ballare e saltare (non sono riuscito a spezzare qualche cazzo di gamba come mi ero promesso, ma mi sono preso le mie rivincite su qualche esagitato che mi circondava durante lo show).

Avevo paura. Mi ero informato nella rete alla ricerca di una probabile scaletta e da nessuna parte scorgevo MK Ultra: "stai a vedere che non me la fanno"; sarebbe stata una pecca e soprattutto non sarei stato tranquillo fino all'esecuzione della stessa, se mai l'avessero fatta. Dopo un paio di pezzi ecco arrivare New Born e lì sono cominciati i primi decisi spintoni, come è giusto che sia. Ma l'esaltazione arriva se non il pezzo dopo, dopo due. Sento crearsi nell'aria il riff che tanto amo ed è lei: MK Ultra! Non ho potuto trattenere le urla e mi sono lanciato a piedi pari nel pezzo, arrivando stremato alla fine dei velocissimi 3 minuti (altro che i cazzo di 3 minuti dei negramaro! Scusate l'enfasi, ma l'adrenalina da smaltire è davvero tanta). Non c'è tempo per riposarsi però, perchè mentre sta finendo la MIA canzone, Chris si avvicina con decisione alla punta centrale del palco, in mezzo alla folla, con le luci puntate su di lui, è il suo momento: Hysteria! Che si fotta il fiatone e l'acido lattico nelle gambe, qui si salta e di brutto...

In un angolo del palco sostava a riposare il pianoforte di Matt e quando l'ho visto avvicinarsi alla scena ero visibilmente contento; avrei potuto riposarmi un pochino. Un paio di canzoni (tra le quali Escape, dal primo album) soft, giusto per tirare un po' di fiato.

Quindi via, sfilano le canzoni come una serie di proiettili sparati a raffica da una mitragliatrice impazzita. Plug in baby, Supermassive Black Hole, Starlight, Resistance, Map of The Problematique, Time is Running Out, Udisclosed Desires, Unnatural Selection, Guiding Light, ovviamente sono saliti in alto per United States of Eurasia e altre in un ordine che onestamente non ricordo. Ma va bene così! C'è anche il tempo per una delle Exogenesis, con Matt al piano e Dominic ai timpani. Fantastico.

A metà concerto uno dei pezzi più coreografici del live. Sale la batteria e comincia a ruotare: Dom e Chris si alternano in un intermezzo strumentale potente e decisamente elettronico. Pensavo a quale pezzo mi ricordava dei Muse, perchè non era una cosa totalmente nuova. Sfogliando la discografia l'ho trovata: Assassin dal penultimo anno.

Siamo verso la fine del concerto, escono dal palco e si preparano al "bis" finale. Tre pezzi, mi pare, per salutarci. Penultimo Stockholm Syndrome che non ha fatto altro che prepararci e mettere in circolo le ultime gocce di adrenalina per la cavalcata finale assieme ai "Cavalieri di Cydonia", dove mi sono preso le rivincite saltando e volando ovunque.
E' così giunta l'ora di tornare a casa, gli occhi brillanti ancora brillanti per lo spettacolo visto, l'emozione di aver assistito al mio miglior concerto, ma soprattutto fottutamente bagnato di sudore.
Che spettacolo!