sabato 3 gennaio 2015

Il Ragazzo Invisibile - un'anteprima

La sera del 31 dicembre sono andato a vedere Il Ragazzo Invisibile, nuovo ed ultimo film di Gabriele Salvatores.
E qui per la seconda volta, in poco meno di tre mesi, mi sono imbattuto in una storia originale.

Parentesi: vi ricordate del post in cui parlavo di Lucy di Luc Besson? Andate a leggerlo, capirete.

Gia questo basterebbe per promuovere il film, ma Salvatores ha fatto di più. Secondo me un bel film, che può piacere a bambini e adulti, che non ha nulla da invidiare con i suoi cugini d'oltreoceano.
Perchè si, in questo film si parla di...

...Beh, ve lo dirò prossimamente. Prima guardatevi il film poi ne parliamo insieme. Che ne dite?

Intanto vi lascio ascoltare uno dei brani orginali della colonna sonora scelta tramite un concorso tra gruppi emergenti; una gran bella idea.


Hallowe
en Party - Luca Benedetto, Emiliano Bagnato

venerdì 10 ottobre 2014

Leone da Tastiera Vs Comunista del cazzo

Questa è una storia divertente, forse.

Ha come protagonisti tre personaggi, che poi quelli principali sono due; il primo ha solamente dato lo spunto per la storia.
Il primo attore scrive un post su Facebook di solidarietà per una categoria di lavoratori, impegnata nella quotidiana lotta contro il male.
Il Comunista del cazzo, secondo attore ma ancora ignaro di chiamarsi tale, nel commentare questo post, probabilmente commette l'errore di girare il senso del messaggio a suo favore ed esce leggermente dal seminato; professa l'uguaglianza tra le persone... D'altronde è un comunista e si sa che uno dei cavalli di battaglia è giustizia tra le masse.
Il comunista sa che nella lotta contro il male non c'è una netta distinzione; nelle forze del bene c'è chi ne approfitta e tanto bene non fa. Non è come in guerre stellari dove l'Impero è male e l'Alleanza Ribelle il bene. Che poi l'idea di rivoluzione gli scalda sempre il cuore al comunista del cazzo. Ed è per questo che il comunista lancia il suo slogan di uguaglianza: “Si ok, va bene che il male fa del male, ma siccome anche tra il bene c'è chi ne approfitta nascosto dalla sua armatura e si scaglia indistintamente contro i cattivi, ma anche contro chi cattivo non è ma si trova lì senza il minimo intento di fare del male, è giusto poterlo identificare in modo da allontanarlo per tutelare chi davvero il bene lo fa.
A questo punto il terzo attore irrompe nella scena: il Leone da tastiera che, armato di mouse e tastiera appunto ne approfitta per ruggire la sua rabbia contro il male: “una pallottola per ogni rappresentante del male, atro che mettere in dubbio la giustizia del bene. Il bene ha sempre ragione, punto”.
Il comunista, che per natura deve difendere i deboli, anche se poi questi si dimostrano non così poi deboli e indifesi, prova a far valere le sue ragioni mettendo allo stesso piano quelli che tra le forze del bene predicano il male e quelli che nel male ci sono e fanno davvero il male; in sostanza non importa che tu abbia il caschetto o il cappuccetto, se fai del male sei male e la società deve poterti riconoscere.
Il Leone proprio non ci sta, e si arrabbia con il comunista che vuole mettere tutti sullo stesso piano, quando invece l'uomo del bene è buono e sopporta le violenze. L'uomo del bene ha una famiglia che a casa lo aspetta preoccupata, mentre il maligno se le mangia le famiglie degli altri (soprattutto i bambini, che notoriamente piacciono ai comunisti).
Il comunista, che in fondo è anche buono e non vuole litigare. Anche perchè si trova davanti ad un pc, non sta guardando in faccia l'altro interlocutore e non può capire il tono della sua voce. Non capisce quanto il leone sia arrabbiato e quindi non può moderare il tono della sua voce. In fondo capisce che il re della foresta virtuale crede in quello che dice e quindi, per questo semplice motivo, la sua idea va rispettata, magari solamente facendogli capire che non è vero che tutti quelli che sono “con il male” sono veramente cattivi, sono semplicemente dall'altra parte rispetto al bene. Perchè? Vi chiederete... forse perchè in questo mondo devi comunque stare da una parte e siccome le forze del bene in questione lo fanno per lavoro, magari quelli che stanno con il male (o l'altra parte che dir si voglia) fanno altri lavori, quindi non possono stare nelle forze del bene. Rinuncia quindi ad insistere ed accetta il fatto che il Leone non la penserà mai come lui.
Il Leone allora vede che la sua preda ha abbassato le difese, può quindi sferrare il suo attacco finale. La veemenza è tale che rischia addirittura di rompere lo schermo del pc data l'intensità del colpo.
Ed è lì che capisce chi ha veramente di fronte: un buonista e un comunista del cazzo. E glielo urla in faccia, mettendo il punto alla discussione perchè comunque non ne ha tempo e voglia. Tutto finisce, con il comunista che torna a cantare che un figlio dei fiori non pensa al domani ed il Leone che si ammira la sua criniera alla webcam fiero della vittima che ha appena sbranato su Facebook...

Non so a voi ma a me questa storiella mi ha fatto venire voglia di ascoltare una canzoncina. E magari piace pure a voi...


venerdì 3 ottobre 2014

Qualcosa di originale

L'altra sera sono andato al cinema ed è successo qualcosa di particolare. No, non è stato l'andare al cinema qualcosa di particolare.
E' stato quello che ho visto.
Il film programmato era Lucy, ultimo lavoro di Luc Besson; lo stesso regista de Il Quinto Elemento (tra i miei film preferiti) e produttore di tutti e tre i Taxxi, tra i film più tamarri della storia del cinema.
Una storia forse già sentita; ho letto da qualche parte che si può dividere tra Limitless (nel primo tempo) e Inception (nel secondo). Sinteticamente ci può stare, ma quello di davvero diverso rispetto ai film degli ultimi anni è stato l'originalità della storia; da troppo tempo non usciva un film “originale”. Ora escono trasposizioni sullo schermo di libri, fumetti, telefilm o cartoni animati.
La storia che parte da zero sembra quasi non esistere più ed è per questo che un film nato da solo segna per forza una netta linea di differenza col solito panorama cinematografico. D'altronde da Luc Besson non ci si poteva aspettare diversamente.
Poi il film può piacere o no. Personalmente a me è piaciuto, come spesso mi accade quando guardo un film del regista francese!
Se vi può interessare vi lascio il trailer



Cosa è successo però ancora l'altra sera?
Beh, durante la pubblicità iniziale è partito lo spot di una macchina, per la precisione la nuova Jeep Renegade.
La colonna sonora mi ha subito colpito ed ho scoperto che è stata scritta apposta per lo spot e la ricerca delle immagini ha rispecchiato in tutto e per tutto il testo.
Si tratta di un giovane rapper, Victor Chissano, che ha scritto questa poesia (c'è chi la definisce così) rap proprio per lo spot.
Bella cosa

Guardatevi il video e leggetevi il testo



I'm a Renegade
Here we are
another story, another journey
today tomorrow on the flashlights tourney
A sand dune made of gold
passion assault
time to forgive and never forget
together, whatever in a golden jetset
Landing on the shores of a lake
and what i give is what i take.

Over the green my thoughts run so free
straight as an arrow and strong as a tree
i’ve got roots growing down the water
Hard steps are not alibi and it doesn’t matter
Across a river and through an island
sky is the limit but skyline is my horizon
i’m true, you are true, we are true
It’s the rebel rendez-vous

My music is the wind
and my light is a fire
A neverending path is what i desire
As a King in a Castle my wheel is my muscle
Better run faster
power in a tunnel
I’m the lion and the master in my concrete jungle
You may say i’m a gambler
but you are wrong I’m the gamechanger

Not a magician neither a wizard
thousand of skins more than a lizard
I don’t need a flag to be revolutionary
transforming the ordinary into something extraordinary
Made for sharing without no compromise
I’m connected to my freedom
from sunset to sunrise
I draw my own lines with no regrets and no lies
creativity never sleeps
so neither do I

Now concentrate time to elevate
don’t hesitate, Me, myself and I
it’s in my blood, I’m a Renegade


Finalmente qualcosa di originale

giovedì 22 maggio 2014

Mockba '993

Sopra le città
della gloriosa stella rossa dell'oriente
non risplende più
il sole che scaldava la povera gente
sta cambiando l'aria
il vento dell'ovest non si fermerà
fino a quando guerra odio e sfruttamento si respirerà

Dalle montagne fino al mare
calpesteranno l'uomo i piedi della proprietà

Quando tu vedrai
la fame entrare nelle case della gente
e ti accorgerai
di te al freddo non gliene importa niente
mafia e CIA polvere di stelle vite prenderà
cercheranno soldi sopra la tua pelle i cani dello zar

Quale giustizia e libertà
costruiranno sulla fame e la povertà

Ottobre vedrà
volare bassi gli avvoltoi dell'occidente
facce di operai
al muro insieme all'uguaglianza tra la gente
tra le cannonate e l'asfalto rosso Ilijc partirà
andrà per il mondo cercherà il suo amore Solidarietà

Ma sopra il fumo e le macerie
un corvo bianco indosserà la camicia nera

Mosca '993, signor padrone mi ricorderò di te...
Mosca '993, signor padrone mi ricorderò di te...

Come un partigiano
Tovaric non si arrende
col martello in mano
Tovaric si difende

scenderà la notte con lo sfruttamento sopra le città
ma la nostra idea si alzerà ogni giorno e camminerà
tra chi mangia polvere e sudore
tra chi resiste tra chi non dimenticherà
Mosca '993 signor padrone mi ricorderò di te...
Mosca '993 signor padrone mi ricorderò di te...


martedì 4 marzo 2014

Quella chitarra suonata lentamente

Con la voce leggera e senza forzare troppo sulle corde vocali una canzone stava per essere intonata; una canzone che parlava di due giovani ribelli con il compito far saltare un ponte strategico per il passaggio dei mezzi tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

In quella notte chiara ed illuminata dalla Luna, Eurialo e Niso scesero dalle montagne per fare saltare il ponte a Serravalle.
I due ragazzi, un fornaio ed uno studente, erano scappati in montagna l'8 di settembre. Nel silenzio nella notte solo un gufo li avvisò del posto di blocco in fondo alla strada.
Eurialo era spaventato, sudava freddo e disse a Niso di stare attento ai due tedeschi di guardia. Fu facile però per loro raggiungerli nel silenzio della neve e tagliargli la gola; uno dei due aveva una spilla appuntata sul mantello, ed Eurialo la raccolse e la attaccò al cappello.
la stella era un'aquila d'argento e splendeva nella notte, così che i tedeschi riuscirono a vederlo. Lo fermarono in mezzo ad una radura e ci giocarono come un gatto gioca col topo prima di ammazzarlo. Niso era nascosto nell'ombra, ma non resistette più di tanto nel vedere il suo amico trafitto e deriso. Fu allora che si getto sugli aguzzini e dal furore ne uccise 4 prima di cadere nella neve ai piedi di Eurialo.
In quel campo fiorirono due alberi, dai fiori rossi che sbocciavano ogni inverno...
La notte era chiara, la luna un grande lume. Eurialo e Niso uscirono dal campo verso il fiume.... dal campo.... verso il fiume.


giovedì 25 aprile 2013

Buon 25 aprile!

Semplicemente per augurare a tutti voi una buona Festa della Liberazione...

VIVA L'ITALIA
VIVA IL 25 APRILE

Quest'anno Bella Ciao ve la canta Giorgio Gaber

venerdì 5 aprile 2013

Dove andiamo il 25 aprile?

E' una bella domanda, si.
(Premessa; mettetevi comodi che c'è parecchio da leggere)
Io ho deciso che quest'anno andrò a Montesole, sulle colline di Marzabotto.
Ma come, non vai a Casa Cervi? Eh no... purtroppo non andrò.
Qualche giorno fa ho letto il comunicato del Fuori Orario che, insieme all'Arci, spiegava il perchè non avrebbero più partecipato alla festa del 25 aprile a Casa Cervi. Loro, a differenza di altri, non hanno fatto polemiche strumentali ed hanno invitato “tutti i soci a continuare a vivere la giornata del 25 aprile restando vicini ai valori che essa rappresenta”.
Questo è il primo punto che mi trova in sintonia con il circolo di Taneto: i valori che il 25 aprile rappresenta.
Per i meno informati, lascio qualche link sulla questione. Già avete letto (almeno spero) il breve comunicato del Fuori Orario. Un articolo di “Sinistra Gattatico”, invece getta benzina sul fuoco delle polemiche andando giù pesante nei confronti dell'Istituto Cervi, padrone di casa in quel luogo simbolo della resistenza, del 25 aprile. In sostanza una delle accuse che si fanno è quella di voler trasformare quella giornata in una piccola Festareggio, coinvolgendo il PD, estromettendo per di più l'associazionismo e le realtà locali.
...bene! Torniamo a fare ancora polemica a sinistra accusandoci a vicenda. Ci sono quelli che odiano il PD per partito preso e qualsiasi cosa in cui sia coinvolto non va bene ed è da combattere. Poi ci sono quelli che pensano che il PD sia l'unica vera sinistra moderna del paese. Insomma si litiga sempre al di qua del muro. Niente di nuovo sotto il ponte.
Non si è fatta, ovviamente, attendere la risposta degli “accusati”, ossia l'Istituto Alcide Cervi. Già nel titolo del comunicato la richiesta è chiara: basta polemiche.
Si, sono d'accordo.
L'istituto spiega come sia diventata davvero grande la Festa (posso confermare, ma anche voi credo possiate farlo) e quindi di come sia ormai una necessità affidarsi a chi della ristorazione di massa ne mastica ormai da anni. E voi sapete tutti quanti quanto sia capace Festareggio (ma anche tutte le feste sparse nella provincia tutta estate) di dar da mangiare a tante persone tutte insieme.
Questi sono i fatti con le polemiche connesse che a me, ormai non interessano più.
Vi voglio raccontare di quello che penso io, se vi interessa (beh... state leggendo il mio blog, quindi vi interessa). E' una sensazione che provo da un po' di anni a questa parte e che ho condiviso con amici, compagni e colleghi di lavoro. E ve lo spiego con il titolo di Casa Cervi quest'anno:
“Paolo rossi e musica contro le mafie”
Centro! Io mi sto chiedendo, ora. Ma l'ho fatto anche qualche giorno fa: “dove sono finite le parole simbolo del 25 aprile?”. Resistenza, liberazione, partigiani. Io non le ho trovate.
Un mio giovane amico mi ha scritto: “Resistenza, punto. Alla mafia e al fascismo. Non vedo enormi differenze”. La nuova resistenza, la resistenza del nuovo millennio se vogliamo chiamarla, è quella alle mafie. Ok mi sta bene. Resistiamo tutto l'anno alle mafie e al fascismo. Sono d'accordo.
Ma il 25 aprile no. Il 25 aprile del 1945 l'Italia si è liberata dal nazi-fascismo, da sola con le lotte di resistenza partigiane. Giovani italiani, contadini magari, hanno imbracciato il fucile e hanno deciso che bastava così. Si sono liberati, ci hanno liberati.
Bene, io il 25 aprile festeggerò, finchè campo, la liberazione. Poi dal 26 al successivo 24 aprile tornerò a tenere alti i valori della resistenza, anche questa nuova resistenza. Contro le mafie oltre che contro il fascismo.
Quindi ho deciso di andare a Montesole, sulle colline di Marzabotto (Wikipedia vi spiega cosa è successo a Marzabotto), perchè ancora nel 2013 ho bisogno di respirare l'aria della Resistenza. Andrò con al collo la mia bandana dell'A.N.P.I. di Campegine, orgoglioso di venire dalla stessa terra dei sette figli di Alcide.
E mi dispiace non tornare a Casa Cervi, perchè tutte le volte che sento questa canzone ho i brividi e sento forte l'importanza di questo giorno e di quel luogo che tanto significa per la nostra Storia.


E come sempre, insieme a me, ci sarà anche mio padre a cui devo tutto quello che so della resistenza.
VIVA L'ITALIA!
VIVA IL 25 APRILE!